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lunedì 2 gennaio 2012

George Clooney all’Uci Cinemas

Ogni tanto mi capita di pensare che una vita “piccolo-borghese”, una vita “normale”, fatta di televisione, quiz a premi e soap opera, centri commerciali e cine-panettoni, vacanze al mare ad agosto con lettino e ombrellone in spiaggia etc.etc. non sia poi tanto male… insomma mi capita di pensare che il mio snobismo non sia poi tanto giustificato.
E stato così che, seguendo questa vocina infingarda, ho deciso di andare con la mia compagna, sotto le feste  tra Natale e Capodanno, in un grande centro commerciale (Porte di Roma) per un mix infernale : shopping + pranzo + cinema !
Al di là dello shopping, che infernale secondo me lo è in ogni momento dell’anno e in qualunque posto del mondo (pensiero personalissimo), anche se le cose certamente peggiorano in un grande centro commerciale, e al di là del pranzo, a cui abbiamo saggiamente rinunciato causa iper affollamento, mi “piaceva” ricordare l’esperienza al cinema.
“UCI cinemas” così si chiama la catena cui appartiene la mega-multisala presente al centro commerciale Porte di Roma: 12 sale (obiettivamente belle) che vanno dai 130 fino ai 420 posti circa; facendosi due conti nel momento di massimo afflusso e vicini al cambio spettacolo nell’edificio che ospita il cinema e nei dintorni ci sono circa la bellezza di  3.500 - 4.500 persone !! Pazzesco !
Tra un cine-panettone e un altro siamo riusciti imbucarci (solamente grazie a preventive compere on-line) a vedere il nuovo film di George Clooney : “Le idi di marzo” .
Un gran film a mio modo di vedere, certamente da consigliare,  film in cui il buon George per l’ennesima volta (mi era piaciuto moltissimo anche il suo “Good night and good luck”) ha dimostrato di essere un ottimo regista/attore oltre che un bel “bamboccione” holliwodiano.
Purtroppo forse non è un film che può essere proiettato ovunque … non ci sono morti ammazzati, non ci sono sparatorie o inseguimenti, niente mostri tremendi, niente catastrofi, niente alieni …. tante parole, tanti pensieri … niente di trascendentale, capiamoci, ma posso immaginare la delusione di uno spettatore arrivato al centro commerciale deciso ad assistere a uno dei tanti “Vacanze di Natale” e dirottato per mancanza di biglietti su George…. povero spettatore.
Abbiamo raggiunto le nostre poltrone in perfetto orario (non è da tutti, soprattutto in questo Paese) e abbiamo subìto una violenza che non saprei come e dove denunciare se non su questo blog.
L’Uci cinemas pensa bene di sottoporre uno spettatore pagante (biglietto intero), prima della proiezione del film, alla bellezza di mezz’ora di pubblicità che va dai film in prossima uscita sui loro schermi fino al gommista di zona (con una grande prevalenza per i terribili spot commerciali di negozi e pizzerie di zona).
Con tutta quella pubblicità che mi hanno costretto a vedere il biglietto doveva costare almeno la metà; pensate a quanti soldi entrano nelle casse di questi cinema solo di pubblicità … in pratica Uci Cinemas ha venduto il mio tempo, ovviamente senza il mio consenso ! Che rabbia ! E credo che lo stesso trattamento sia comune anche in altre mega - multisale tipo il Warner Village a quanto mi dicono.
Finalmente inizia il film !
 Purtroppo ero seduto accanto a due individui, molto meno educati di due cinghiali. Forse due delusi dalla scelta forzata del film, chissà. I due subumani avevano comprato un paio di kili di popcorn e giustamente hanno atteso l’inizio del film per iniziare i loro “sgrufolamenti” …  guai perdersi qualche parola di pubblicità.
Subito dopo il loro fiero pasto i due sono caduti in un post-prandiale micidiale con tanto di ruggiti e bavetta.
Che scena raccapricciante : due cinghiali abbattuti dai popcorn.
Poco prima della fine, riavutisi, i due hanno pensato bene che il loro parere potesse interessare i presenti, così ad un volume che non doveva farsi sopraffare da quello del film hanno elargito massime di saggezza e di esperienza cinematografica …. Ancora li ringrazio.
Sul primo titolo di coda, già in piedi i due signori (che a vederli da lontano si sarebbe potuto definire “distinti”)  hanno espresso il loro giudizio finale* : “Tutto qua ?.... Che cazzata !”  .


*Ho sempre pensato che le persone che, immediatamente finito il film, davanti ai titoli di coda, o in fila per uscire dal cinema, dispensano giudizi ad alta voce sullo spettacolo appena visto siano incivili, a prescindere dal tipo di giudizio o commento espresso.

Chissà come succede che le luci di sala accese a fine proiezione trasformino i più ignoranti spettatori in consumati critici cinematografici. Forse mi sbaglio, ma secondo me questo in Svezia non succede.  
Subito dopo un film, soprattutto se il film merita, c’è bisogno di silenzio , silenzio per riflettere, magari per capire … o più semplicemente per assaporare il gusto dello spettacolo appena concluso.
Vi è capitato mai di essere emozionati, magari con le lacrime agli occhi, alla fine di una pellicola, quando si accendono le luci di sala e di sentire alle vostre spalle qualcuno che dice : “Che cazzata di film” ?

5 commenti:

  1. Io ho visto il trailer e letto la trama, ovviamente come "guida", non mi sognerei mai di leggere i dettagli + finale, e mi interessava moltissimo andarlo a vedere.
    Se non l' ha visto, le consiglio il nuovo capolavoro di Woody (Allen, chiaro), che secondo me è uno dei pochi registi (più che "regista", penso sia un ottimo narratore) validi rimasti, nonché uno dei migliori di tutti i tempi. Certo, è particolare come genere, è amato o detestato insomma: "Midnight in Paris".
    Stanno per uscire "La Talpa" e "La Chiave di Sara". LI TENGA D' OCCHIO :D

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  2. @ Federica : "Midnight in Paris" mi è piaciuto tantissimo : geniale, originale, divertente !
    ....e Carla Bruni non è riuscita a rovinare la pellicola :-)

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  3. Ecco, l'unico mio timore effettivamente era proprio quello... :D

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  4. In sala con cinghiali e pipistrelli
    per una zoologia cinefila

    Caro Guido,
    il tuo resoconto della serata al multiplex “Porte di Roma” mi ha molto divertito e ahimè non ha mancato di ricordarmi esperienze simili - per fortuna poche e tali rimarranno - subite in altri multisala romani, ad esempio il Parco Leonardo. Di fronte al malcostume di cui hai scritto un semplice cittadino credo non debba far altro - e scelgo volutamente la voce del verbo dovere - che riscoprirsi consumatore critico, punendo l’esercente irrispettoso attraverso la scelta di altri cinema più virtuosi. Noi romani abbiamo la fortuna di vivere in una città che ce ne offre diversi: solo per citare quelli di prima visione personalmente provo molta simpatia per le sale del Circuito Cinema (quanti ne ho visti di film all’Eurcine o al Quattro Fontane…) che offrono una programmazione allineata a standard più che accettabili di qualità. Come sai bene anche tu, in sale del genere la fauna tipica è molto diversa da quella dei cinema multisala. Al variare dell’habitat, varia la bestiola che potrai incontrarvi: là, cinghiali grufolanti, qui discreti chirotteri… da una parte ruminanti e bertucce, dall’altra topolini e qualche barbagianni. Visto che siamo in vena zoologica mi chiedo a quale razza di cinefilo personalmente appartenga: forse ad una specie di falena, incantata dalla luce del grande schermo o magari ad un esemplare un po’ spelacchiato di gatto selvatico, schivo e diffidente nei confronti della minima scompostezza del mio compagno di poltrona…
    Tornando al film di cui ci parlavi, Le Idi di marzo, devo dire che finalmente l’ho visto anch’io e condivido toto corde il tuo giudizio benevolo. Corre sicuro senza pause, facendo sfoggio di un cast non comune. Semmai può dispiacere il veder gente del calibro di Giamatti, Seymour Hoffman o Tomei sostare per così poco tempo davanti alla cinepresa. Ryan Gosling otterrà probabilmente una candidatura per i prossimi Oscar; se non per questo ruolo per quello di protagonista in Drive, altro bel film che, se non hai avuto modo di vedere, ti segnalo. Del film di Clooney ho apprezzato molto la scelta di lasciare in ombra alcuni aspetti della vicenda, di rinunciare di far luce su tutto.
    Tuttavia è di un’altra pellicola che ti voglio parlare la quale, che piaccia o meno, di certo avrà il pregio di tener lontani i sovramenzionati cinghiali. Ci riuscirà per almeno due motivi: è in bianco e nero ed è muta! Avrai forse già capito…Sì, è The artist il film in questione: di un regista francese Michel Hazanavicius, mette a tema il delicato e traumatico momento di passaggio nel cinema, fra muto e sonoro. Oltre che sulla storia del cinema questo film è una dichiarazione d’amore per il cinema, pieno com’è di citazioni, per nulla scolastiche; una per tutte la riproposizione della magnifica colonna sonora di Vertigo di Hitchcock, scritta da Bernard Hermann che sostiene buona parte dell’epilogo. Bellissima la scena dell’incubo del protagonista - se andrai, vedrai – oltre alle gags di Uggie, il piccolo Jack Russell inseparabile compagno del protagonista. Comunque per la maggioranza dei suoi spettatori questo film rimarrà nella memoria in quanto storia d’amore; personalmente non dimenticherò il musetto spiritoso e impertinente di Berenice Bejo, la coprotagonista. A ciascuno il suo… ricordo.

    Emilio

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  5. probabilmente dovete andare a vedere i film in Svezia,e non nella tanta criticata capitale;e fatela finita di fare i finti acculturati!!
    grazie,un romano.

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