domenica 16 ottobre 2011

La poesia e le canzoni di Chico Buarque

"Il Brasile di Chico Buarque"

La bellezza della musica popolare brasiliana (MPB) non sta solo tra le note di armonie complesse, di melodie indimenticabili, o nella dolcezza di alcune meravigliose voci, o nei virtuosismi di alcuni straordinari percussionisti…anzi….
Ciò che, secondo me, rende unica l’MPB è la simbiosi tra la musica straordinaria a cui accennavo sopra e la poesia.

Il padre di questa creatura straordinaria probabilmente è stato Vinicius de Moraes (foto), il sommo poeta, seguito poi da molti altri come Caetano Veloso, Paulinho da Viola, Milton Nascimento e soprattutto Chico Buarque de Hollanda.
Quest’ultimo autore, da molti riconosciuto come il migliore artista di sempre dell’MPB, è quello che meglio riesce a coniugare una musica di straordinaria qualità tecnica a testi profondi, taglienti, mai banali....poesie stupende.
  
Chi associa la musica brasiliana al “trenino ballereccio” di capodanno, oppure a qualche mulatta che sculetta nel Carnevale di Rio si perde davvero tanto.

Purtroppo nel mio Paese, che pure ha una tradizione musicale di tutto rispetto, la musica leggera è sempre più un bene di consumo assolutamente transitorio slegato da ciò che resta della nostra Cultura; le canzoni, sono prodotti usa e getta che la televisione e la radio diffondono seguendo logiche esclusivamente commerciali….
E le eccezioni sono davvero pochissime.

E così succede che, se si parla di musica brasiliana, all’italiano comune vengono in mente un paio ballerine di samba coscia-lunga, culo-sodo, mezze nude sulle note di “Disco Samba” (dei Two Man Sound, un trio di idioti proveniente, dal Belgio, che adesso sguazza nei milioni guadagnati coi diritti d’autore).

Purtroppo poi la stragrande maggioranza dei musicisti brasiliani (tra cui anche alcuni fenomeni) approdati in Italia, si guardano bene dallo smentire un’idea simile della loro musica, della loro Cultura, ma felici e contenti cavalcano l’onda, “legano l’asino dove vuole il padrone”.
Che dire…pazienza…


Nel mio piccolissimo, ho scritto (dapprima da solo, poi assieme a Fabrizio Corso) e portato in scena, diverse volte ormai, uno spettacolo di musica e poesia brasiliana che ho chiamato 
Il Brasile di Chico Buarque”.  

Mi sono reso conto che proporre uno spettacolo tributo a Chico Buarque mi consentiva di toccare moltissimi stili musicali brasiliani (bossa nova, samba melodico, baião, marcha e perfino batucada), di leggere e interpretare diverse poesie (traduzioni in italiano di alcune canzoni di Chico) e brani tratti da suoi romanzi (Chico è anche un romanziere) e anche di ripercorre la storia culturale e politica brasiliana degli ultimi quarant’anni.  

Così ho prodotto tantissimo materiale su Chico : traduzioni in italiano di testi delle sue canzoni, arrangiamenti originali, raccolte fotografiche, estratti delle sue interviste, dati biografici etc. etc.
(Materiale che potete trovare su www.chicosamba.it)   

E alla fine è nato uno spettacolo di teatro-canzone (citando il mio adorato Giorgio Gaber) dove musica e poesia (tradotte in italiano, per rendere lo spettacolo accessibile a tutti) si intrecciano e si impreziosiscono a vicenda, dove note e parole si spartiscono il palcoscenico lasciando intravedere sprazzi di Brasile.
…sono un grande fan di questo spettacolo :D sorrisone !

Moltissimi artisti mi sono già stati vicini in quest’avventura e molti ce ne saranno ancora e a loro va un mio sincero ringraziamento per aver reso possibile portare in scena una mia idea.
Solo per citarne alcuni : Fabrizio Corso, Lourinha G., Andrea Leoni, Flavinho Vargas, Roberto Stilo, Pierpaolo Eramo, Giorgia Corso, Neville Lyon, Simona Palmiero, Giada Felici, Stefano Giordano, Stefano Flammini, Luna Whibbe, Emilio Valentini, Jorge Vieira, Mariella Greci etc..etc…

La prossima “tappa” dello spettacolo ci sarà a brevissimo 
(sabato 29 ottobre 2011) e vedrà il “debutto” di un nuovo artista : Daniele Russo, detto “O Rei” (il Re…..inteso non come la seconda nota J ). Con lui abbiamo da poco iniziato un nuovo ambizioso progetto di musica originale, sempre in stile bossa nova – samba.

Presenteremo alcune nuove canzoni di Chico Buarque tra cui Sinhà (tratta dall’ultimissimo album Chico 2011 – vedi post: http://chicosamba.blogspot.com/2011_08_01_archive.html) e leggeremo alcuni brani tratti dai suoi romanzi…..chiedendo aiuto al “Dio della Lettura” J .

Seppur orfani di Mariella Greci, suoneremo anche uno dei nostri “fiori all’occhiello”, la canzone  Calice versione in italiano di cui abbiamo anche recentemente girato un videoclip che trovate in fondo al post :

Questa volta ci ospiterà un delizioso locale del quartiere Prati di Roma, locale co-gestito da un mio “vecchio” amico cestista-musicista (Francesco Baconcini*), un circolo culturale in cui si respira quell’aria inconfondibile da jazz club:

Circolo Mr.Godot - Sapor sapiens 
(via Mocenigo 4 – Prati – Roma)

Tutte le informazioni le trovate all’indirizzo :

Il locale, come dicevo sopra, è delizioso....e quel che più mi piace è che alla musica è dato molto spazio; c’è infatti un piccolo palco, molto ben attrezzato, una batteria, un pianoforte e soprattutto un gestore che ama la musica (di solito vendono birra e basta).  

*Curiosa la mia amicizia con Francesco (un uomo che a vederlo da lontano, alto e minaccioso, sembra che voglia spezzarti come fossi un grissino, ma poi, se ti avvicini un po’, è un uomo di straordinaria ironia e dolcezza) ; da piccolo avevo in camera una foto della squadra di serie C di pallacanestro della Fortitudo Roma con tutti gli autografi dei giocatori…..e Francesco era uno di quelli…uno dei miei miti di bambino.
Qualche anno più tardi  ho giocato nella stessa squadra, assieme a lui…….io ero il “ragazzino” e lui il giocatore d’esperienza.
Oggi, che le nostre gambe e le braccia non tengono più, ci siamo ritrovati amici nella musica...molto meno faticosa J .
Chissà che succederà domani….  

Non mi resta allora che darvi un appuntamento per sabato 29 ottobre 2011 al Sapor Sapiens !!

Videoclip di "Calice" - di Chico Buarque 
(versione in italiano a cura di Guido Rita)




sabato 1 ottobre 2011

La Rivoluzione del Neutrino….e adesso ?


22 settembre 2011
C'è la conferma ufficiale:
la velocità della luce è stata superata. 
I neutrini sono più veloci della luce di circa 60 nanosecondi. Il risultato è ottenuto dall'esperimento Cng 1s (Cern Neutrino to Gran Sasso), nel quale un fascio di neutrini viene lanciato dal Cern verso i Laboratori del Gran Sasso dell'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (Infn). Il risultato si deve alla collaborazione internazionale “Opera”, che con i rivelatori che si trovano nei Laboratori del Gran Sasso ha analizzato oltre 15.000 neutrini tra quelli che, una volta prodotti dall'acceleratore del Cern Super Proton Synchrotron, percorrono i 730 chilometri che separano il Cern dal Gran Sasso. I dati dimostrano che i neutrini impiegano 2,4 millisecondi per coprire la distanza, con un anticipo di 60 miliardesimi di secondo rispetto alla velocità attesa. L'analisi dei dati, raccolti negli ultimi tre anni, dimostra che i neutrini battono di circa 20 parti per milione i 300.000 chilometri al secondo ai quali viaggia la luce. 

(LaRepubblica 23  settembre 2011)


Questa è la notizia che tutti conoscono, diffusa in tutto il Pianeta alla “velocità della luce”, con un sapore vagamente da cronaca sportiva, come se fosse il risultato della gara 100 metri all’ultima Olimpiade :
Davanti ad una folla in visibilio, Neutrino batte Fotone al fotofinish e stabilisce un nuovo incredibile record olimpionico e mondiale; prima dei festeggiamenti si attendono i risultati dell’antidoping.”

Tutto chiaro ?
Per me assolutamente no ! Anzi…
L’emozione incredibile (e meravigliosa) della consapevolezza di essere all’alba di una possibile rivoluzione della Fisica Moderna (e quindi in generale delle Scienze) non riesce a zittire un’infinità di domande (alcune anche angoscianti) che mi tormentano.
Se fossero confermati, i risultati di “Opera” abbatterebbero quasi un secolo di Fisica, incrinerebbero l’autorità di uno dei miei eroi (A.Einstein), ma non ci fornirebbero alcuna nuova certezza, non porterebbero ad una nuova Fisica.
Se i neutrini possono andare ad una velocità maggiore di “c” si butta giù un pensiero senza formularne un altro; sappiamo insomma cosa perderemmo, ma non abbiamo la più pallida idea di cosa potremmo trovare.

Malgrado le mille domande fatte ad alcuni miei colleghi docenti di Fisica e Matematica, non riesco a trovare le risposte che vorrei (molto probabilmente perché non ci sono) e quindi non riesco e placare la mia angoscia.
Ecco una piccola selezione di domande.  

- Visto che i neutrini muonici in questione sono stati prodotti e “accelerati” dal Super acceleratore di particelle del CERN di Ginevra (quindi dall’Uomo) sarà possibile in un prossimo futuro produrre neutrini ancora più veloci ?


Farebbe piacere sapere se esiste un limite di velocità invalicabile, come era la costante “c” (velocità della luce nel vuoto) tanto utilizzata dal buon vecchio Einstein; o se invece non esistono limiti alla velocità raggiungibile da una particella.


- Com’è possibile che per un secolo siano state prodotte migliaia di prove sperimentali tutte a conferma della teoria della relatività di A.Einstein ? Ce ne sono di altre che la smentiscono che non conosco ?
Cosa ne sarà di tutte quelle magliette con su scritto E=mc2


- Quali incredibili rivoluzioni dovremmo aspettarci se fossero confermati i dati di “Opera” ?
Il Fisico responsabile di Opera (A.Ereditato), giustamente, non si è voluto sbilanciare…ha rilasciato una dichiarazione di circostanza che però lascia trasparire tutti i suoi sogni fantascientifici.
Quanto mi piacerebbe sentirlo parlare dei suoi sogni, delle sue aspettative per il futuro dell’Uomo davanti a un bicchiere di vino.

Poi c’è la dichiarazione di un alto Fisico (R.Petronzio) che mi fa venire la pelle d’oca; riporto una frase tratta da una sua intervista a laRepubblica : << "La percezione, ha detto il presidente dell'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (Infn) Roberto Petronzio, è che "si possa cominciare a ragionare su una nuova scala e che si entri in un territorio sconosciuto della fisica, nel quale si potrebbero incontrare, per esempio nuove dimensioni o addirittura una nuova costante fondamentale dell'universo">>

Vi prego ditemi se si potranno ancora mangiare gli spaghetti alla carbonara !


-  La data del 23 settembre 2011 forse sarà ricordata per la più grande rivoluzione del secolo per quanto riguarda la Fisica e le Scienze, o forse per la più grossa bufala planetaria dopo gli extraterrestri di Orson Welles….chi può dirlo adesso.
Ma certamente il 23 settembre sarà ricordata per l’ennesima figuraccia internazionale del Governo Berlusconi e soprattutto per la colossale ignoranza del Ministro della Pubblica Istruzione, Maria1,2,3stella Gelmini.

Il tristemente noto comunicato del governo (quello che parla del tunnel tra Ginevra e il gran Sasso)  lo trovate in versione integrale a questo link :
(incredibile, ma vero, dal sito del ministero tale comunicato è stato rimosso)

Mi chiedo come può un Governo (rappresentato da un suo Onorevole Ministro) investire 45 milioni di euro su un progetto senza avere la più pallida idea di che cosa si tratti ?
Possibile che il portavoce della Gelmini, tale Zennaro, personaggio in grado di rilasciare una delle dichiarazioni più ridicole della Storia, percepisca 165 mila euro l’anno (denaro dei contribuenti) ?
Possibile, infine, che la Gelmini non si scusi davanti agli italiani e al mondo, per l’accaduto, ma piuttosto preferisca attaccare i suoi detrattori parlando di “polemiche strumentali” ?
Triste, mi domando in che Paese vivo.


Sembra comunque che effettivamente esista un neutrino che sta correndo dentro ad un tunnel e il videoclip qui sotto ne è la testimonianza.
http://www.youtube.com/watch?v=IxR9jTy0YAw


Il Neutrino nel Tunnel 






giovedì 1 settembre 2011

I mercenari

Qualche sera fa, durante un mio concerto in piazza (…..con la mia solita adorata musica brasiliana…..) suonando in modo svogliato un brano di un autore che non amo troppo sono stato percorso da un brivido di terrore.

La canzone stava procedendo sciatta, scialba, senza pathos…..un po’ per colpa della canzone, ma soprattutto per colpa di chi la suonava e di chi la cantava…..insomma, era (anche) colpa mia…..e lo sapevo.

Ma il brivido non dipendeva da come stessi suonando/cantando; il fatto è che in un flash ho capito perché stava andando così……..
……..i soldi………..
era l’unico motivo per cui ero là, con la chitarra in braccio e il microfono davanti alla bocca.

E subito mi è venuta in mente una frase che tantissimi anni fa mi disse mio fratello (ex cornista al Teatro dell’Opera, nonché vincitore di diversi concorsi in diverse Orchestre e Teatri in Italia…..un grande….), una frase, all’epoca, assolutamente inconcepibile per uno innamorato della musica come me; mi disse:
<< Io sono come un impiegato in ufficio, vado timbro il cartellino, lavoro e torno a casa…..tu sei molto più artista di me. >>

E allora, mentre la canzone si trascinava stancamente avanti, ho pensato a quanto non sia possibile affrontare la musica, come pure qualsiasi altra arte, avendo come unica motivazione il denaro……. O meglio, è possibile, ma, certo, i risultati lasciano l’amaro in bocca a chi suona e molto probabilmente, nel migliore dei casi, non emozionano chi ascolta.
Insomma bisognerebbe mai essere mercenari nella musica o nell’arte in genere…..
Se non c’è passione, non c’è arte.
I musicisti mercenari non sono artisti.

Quella canzone non finiva mai, così, continuando a suonare, ho avuto il tempo di “sviluppare” le mie riflessioni……

I mercenari sono veramente una piaga per l’umanità……..da sempre……

Perfino l’Impero romano crollò quando fu abolito l’esercito fatto dal popolo e venne istituito un esercito esclusivamente mercenario (tra l’altro, per la maggioranza barbari). 

Eppure l’umanità si sta evolvendo su un terreno incredibilmente fertile per i mercenari….. Cioè per quelli che non muovono un dito se non per avere un ritorno, un guadagno di qualche tipo.

Però c’è da dire che fino a che un musicista-mercenario suona in modo svogliato, senza amore, senza passione, al massimo risulterà un concerto grigio, poco emozionante…..
Ma cosa succede se i mercenari hanno responsabilità più grandi ?
Cosa succede se siedono in Parlamento ?

Come si può pensare di essere “guidati” da una banda di parlamentari abituati sguazzare nella ricchezza, nel privilegio, nel vizio ?
Mercenari (con pochissime eccezioni) disposti a tutto pur di mantenere la loro condizione di super privilegiati……

Leggevo ieri uno dei tanti articoli che denunciava i vari “furti” dei parlamentari ai cittadini italiani :
Stipendio base : 19.150 euro al mese **  
Rimborso spese affitto : 2.900 euro al mese
Cellulare : sempre gratis
Cinema : sempre gratis
Teatro : sempre gratis
Tessera mezzi pubblici : sempre gratis
Assicurazione infortuni, morte : sempre gratis
Ristoranti : sempre gratis
…..la lista non finisce qui…….purtroppo…..

Sarei curioso di vedere quanti di questi mercenari sarebbero disposti a fare politica se non percepissero alcuno stipendio, se non potessero contare su alcun privilegio, se anzi dovessero pagare una quota annua, magari anche solo simbolica.
Insomma, chi continuerebbe a “scaldare la poltrona” se la politica fosse una questione di pura passione ?



La canzone volgeva finalmente al termine e io, inorridito dai miei pensieri su politici  e musicisti mercenari, dovevo fare velocemente qualcosa per chiudere in bellezza, per uscire da quell’abisso…..
Così ho preso tutte le forze che avevo a disposizione…….ho cercato e ritrovato  tutto l’amore che ho per la musica e per la musica brasiliana in particolare, ho pigiato sull’acceleratore, ho aumentato la forza nelle mie falangi, ho spremuto le mie corde vocali, fin dove potevo e anche oltre…….
….e ho sbagliato il finale……  J
….ma con passione !



 **E pensare che io ho studiato una vita (e ancora continuo) per guadagnare al mese molto meno di un decimo dello stipendio di base di un parlamentare……e in più, per me, assolutamente nulla è mai gratis.....



L'Amazzonia è brasiliana ?

Recentemente una mia cara amica (Adriana Massaro Leoni) mi ha inviato il testo di un intervento di un senatore brasiliano (Cristovam Buarque**  -nella foto sotto- …….niente parentele con il mio idolo…..sembra) in una Università americana (novembre 2000).



L’argomento è molto, molto importante……. Biologicamente parlando è importante tanto quanto la vita su questo pianeta :  la difesa dell’Amazzonia.


Ad una prima lettura, il discorso del senatore brasiliano mi ha irritato profondamente. Per un integralista come me se la domanda è “Amazzonia” la risposta non può essere “bambini poveri”. Poi però rileggendo e ripensandoci ho trovato le argomentazioni di Cristovam Buarque più che valide, così ho deciso di tradurre l’intervento dal portoghese all’italiano e di pubblicarlo per condividerlo.

Rimane sempre la speranza che il Brasile, con questi suoi ultimi ottimi governi, riesca a salvaguardare l’Amazzonia e con essa la vita sulla Terra.  
  
Segue il testo tradotto dal Portoghese * 

Durante un dibattito in una università degli Stati Uniti all’ex governatore federale, ex ministro dell’educazione e attuale Senatore brasiliano, Cristovam Buarque è stato chiesto cosa pensasse riguardo all’ “internazionalizzazione”  dell’AMAZZONIA.
Un giovane americano introdusse la sua domanda dicendo che si aspettava la risposta di un umanista e non di un brasiliano.
 Questa fu la risposta di Cristovam Buarque :

<<Come brasiliano sono semplicemente contrario all’ internazionalizzazione dell’Amazzonia. Anche se i nostri governi non lo hanno mai tenuto nella giusta considerazione, questo patrimonio è nostro.

Come umanista, sentendo il rischio del degrado ambientale che sta soffrendo l’Amazzonia, posso schierarmi a favore della sua internazionalizzazione, come anche a favore  dell’internazionalizzazione di tutto ciò che ha importanza per l’Umanità.

Se l’Amazzonia, da un punto di vista “umanista”, deve essere internazionalizzata, dovremo internazionalizzare anche le riserve di petrolio del mondo intero.
Il petrolio è tanto importante per il benessere dell’Umanità quanto l’amazzonia per il nostro futuro. Malgrado questo, i padroni delle riserve di petrolio si sentono in diritto di incrementare o diminuire l’estrazione del petrolio e alzarne o meno il prezzo.

Nello stesso modo, il capitale finanziario dei Paesi ricchi dovrebbe essere internazionalizzato. Se l’Amazzonia è una riserva per tutti gli esseri umani, non può essere bruciata per il volere di un padrone o di un Paese. Bruciare l’Amazzonia è tanto grave quanto la disoccupazione provocata dalle decisioni arbitrarie degli speculatori globali. Non possiamo lasciare che le riserve finanziarie servano per “bruciare” interi paesi nella voluttà della speculazione.
  
Prima dell’Amazzonia, mi piacerebbe vedere l’internazionalizzazione di tutti i grandi musei del mondo. Il Louvre non deve appartenere solo alla Francia. Ogni museo del mondo è custode delle più belle opere prodotte dal genio umano. Non si può lasciare che questo patrimonio culturale, così come quello naturale amazzonico, sia manipolato o distrutto secondo le voglie di un proprietario o di un Paese. Recentemente un milionario giapponese ha deciso di farsi seppellire assieme  a un dipinto di un grande Maestro; prima di ciò, quel quadro sarebbe dovuto essere internazionalizzato.

Proprio a questo meeting, in cui le Nazioni Unite hanno realizzato il “Forum del Millennio”, alcuni presidenti di alcuni Paesi hanno avuto difficoltà nell’arrivare a causa dei blocchi alle frontiere degli USA. Per questo penso che New York, in quanto sede delle Nazioni Unite, deve essere internazionalizzata. Per lo meno Manhattan dovrebbe appartenere a tutta l’umanità. Così come Parigi, Venezia, Roma, Londra, Rio de Janeiro, Brasilia, Recife, ogni città, con la sua particolare bellezza, la sua storia, dovrebbe appartenere al mondo intero. 

Se gli Stati Uniti vogliono internazionalizzare l’Amazzonia, per evitare il rischio di lasciarla in mano ai brasiliani, bisogna internazionalizzare anche tutti gli arsenali nucleari americani. Anche perché gli americani hanno già dimostrato di essere capaci di usare queste armi, provocando distruzioni migliaia di volte maggiori di quelle dovute ai deplorevoli incendi avvenuti nelle foreste del Brasile. 

Durante i loro dibattiti elettorali, i candidati alla presidenza degli Stati uniti hanno sostenuto l’idea di internazionalizzare le riserve forestali mondiali in cambio dell’azzeramento del debito.
Iniziamo a usare questo debito per garantire ad ogni bambino del mondo la possibilità di andare a scuola. Potremmo internazionalizzare i bambini trattandoli, tutti, a prescindere dal Paese di nascita, come un patrimonio che merita le attenzioni di tutto il mondo. Ancora di più di ciò che merita l’Amazzonia.
Quando i leaders mondiali tratteranno i bambini poveri come patrimonio dell’umanità, non permetteranno che i bambini lavorino, mentre invece dovrebbero studiare, che muoiano, quando dovrebbero vivere.

Come umanista accetto di difendere l’internazionalizzazione del mondo.
Ma fintanto che il mondo mi tratterà come brasiliano, lotterò perché l’Amazzonia sia nostra. Solo Nostra.>>


*Per chi volesse leggere l’articolo originale in Portoghese :

**Cristovam Buarque (Recife, 1944) è un ingegnere meccanico, economista, professore universitario ed è entrato nella politica grazie al Presidente Lula che nel suo primo mandato lo nominò ministro dell’educazione. 


martedì 23 agosto 2011

Finalmente il nuovo disco di Chico Buarque



L’attesa è finita e valeva davvero la pena attendere tanto a lungo !

Adesso posso confessare, anche a me stesso, che avevo temuto che “Carioca” (2006) sarebbe stato l’ultimo disco……tutto quel silenzio dopo il 2006 e la sua crescente dedizione alla letteratura mi avevano veramente preoccupato. Oltretutto Chico Buarque è del 1944, e a giugno 2011 ha compiuto la bellezza di 67 anni..... Pensavo che prima o poi la voglia gli sarebbe passata.....ma per fortuna mi sbagliavo !   

Il nuovo disco si chiama semplicemente “Chico” (2011) ed è semplicemente meraviglioso….. stavolta non esagero.

Sono certo che alcuni dei dieci brani di “Chico” verranno ricordati  a lungo, magari rientreranno in qualche “the best of..” ….penso a “Querido diario”, “Barafunda” e “Sem vocè 2” (una ideale continuazione della bellissima “Sem Vocè” di Tom Jobim).

Anche al primo ascolto risulta chiaro che l’ultimo strepitoso brano del disco, “Sinhà”,  scritto e registrato assieme a João Bosco, invece ruberà il cuore anche agli “infedeli” J .
Di questo brano, visto che da quando l’ho ascoltato non riesco a pensare ad altro, ho già fatto la traduzione in italiano…..traduzione che metterò alla fine di questo post.

Il regalo che ci ha fatto Chico Buarque stavolta va ben oltre il “confezionamento” di 10 nuove canzoni.
Infatti all’indirizzo :  
chiunque, senza bisogno di alcuna registrazione e assolutamente gratis può ascoltare tutti brani del disco, guardarne i relativi videoclip, leggerne il testo e il testo manoscritto da Chico (una vera chicca per “innamorati” pazzi come me). 
Non solo, nello stesso sito,  oltre a numerose particolarissime fotografie,  si possono trovare moltissimi divertenti videoclip tipo “making of” delle registrazioni in sala.
Insomma Chico gioca a carte scoperte…….è una grande sfida……sembra che dica : sono tanto sicuro del lavoro che vi propongo che posso metterlo in rete gratis perché sono sicuro che dopo  vorrete comunque comprare il mio disco e che verrete ai miei concerti *. 
..............e infatti io ho già iniziato il mio giro per riuscire a comprare il disco originale.

E mi viene una rabbia che i nostri artisti “pulci presuntuose” vogliano 20 euro per un disco fatto di un paio di canzoncine decenti accompagnate da un mare di ciarpame  e cianfrusaglie……canzoncine che tra l’altro, che non è possibile ascoltare se non in qualche radio commerciale o, se si è fortunati, in qualche negozio di dischi.

*A proposito di concerti……mi rivolgo direttamente a Chico……cosa devo fare per poterTi avere in concerto, non dico a Roma, ma almeno in Italia ? Vuoi un mio braccio, una gamba, un polmone?
Ti do tutto ciò che ho, ma ti prego torna in Italia  a suonare.

Ecco la mia traduzione in italiano di “Sinhà” …… la storia di uno schiavo torturato e mutilato perché accusato di aver guardato le nudità della sua (?) padrona, Sinhà, mentre lei si faceva il bagno al fiume.
(altre traduzioni del disco "Chico 2011" e di altre canzoni brasiliane di Chico Buarque e di altri autori le potete trovare sul mio sito all'indirizzo :   http://www.chicosamba.it/Poesia.htm )


Sinhá
Chico Buarque e João Bosco
Traduzione in italiano a cura di Guido Rita
Se a dona se banhou
Se la signora[1] si fece il bagno
Eu não estava lá
Io non c’ero
Por Deus Nosso Senhor
Giuro su Dio Nostro Signore
Eu não olhei Sinhá
Io non guardai Sinhà
Estava lá na roça
Io stavo là nei campi
Sou de olhar ninguém
Io non guardo nessuno
Não tenho mais cobiça
Non ho più desiderio
Nem enxergo bem
E non ci vedo bene

Para que me pôr no tronco2
Perchè mi mettete nel tronco[2]
Para que me aleijar[3]
Perchè mi torturate
Eu juro a vosmecê[4]
Signori io Vi giuro
Que nunca vi Sinhá
Che mai vidi Sinhà
Por que me faz tão mal
Visto chè mi fa tanto male
Com olhos tão azuis
Con occhi tanto azzurri
Me benzo com o sinal
Mi benedico con il segno
Da santa cruz
Della croce santa
Eu só cheguei no açude[5]
Sono arrivato alla diga
Atrás da sabiá[6]
Seguendo il sabià6
Olhava o arvoredo
Guardavo il bosco
Eu não olhei Sinhá
Io non guardai Sinhà
Se a dona se despiu
Se la signora si spogliò
Eu já andava além
Io ero già andato oltre
Estava na moenda
Stavo al mulino
Estava para Xerém[7]
Stavo allo Xerem7

Por que talhar meu corpo
Perchè tagliare il mio corpo
Eu não olhei Sinhá
Io non guardai Sinhà
Para que que vosmincê
Perchè Voi Signori
Meus olhos vai furar[8]
Volete strapparmi gli occhi
Eu choro em iorubá[9]
Io piango in iorubà
Mas oro por Jesus
Ma prego Gesù
Para que que vassuncê
Perchè Voi Signori
Me tira a luz
Mi togliete la luce

E assim vai se encerrar
E così si chiuderà
O conto de um cantor
Il racconto di un cantore
Com voz do pelourinho
Con voce del Pelourinho[10]
E ares de senhor
E arie da signore
Cantor atormentado
Cantore tormentato
Herdeiro sarará[11]
Erede dei Sarará
Do nome e do renome
Di nome e di fama
De um feroz senhor de engenho[12]
Di un feroce signore di ingegno
E das mandingas de um escravo
E delle disavventure di uno schiavo
Que no engenho enfeitiçou Sinhá
Che nella fazenda stregò Sinhà


[1] Dona = padrona
[2] Tronco  =  strumento di tortura e di umiliazione (simile alla Gogna).  Era costituito da una struttura in legno con fori per braccia gambe e testa e catene per immobilizzare il prigioniero. Generalmente era collocato in un luogo pubbilco in modo che la tortura potesse servire da esempio.
[3] Aleijar = mutilare
[4] Vosmecê, vosmincê, vassuncê = vossa mercê: forma che si dava a persone “importanti”, padroni di schiavi, capi, superiori etc... che non si poteva trattare con il “tu” (tu o vocè).
[5] Açude = diga, sbarramento di raccolta delle acque fluviali
[6] Sabià = E’ un uccello simile al tordo, o al merlo, che possiede un canto melodioso
[7] Xerém = Piatto tipico della cucina della regione del Nordest del Brasile
[8] Furar = Bucare (letteralmente : bucherete i miei occhi)
[9] Iorubà = dialetto nigeriano-congolese del gruppo linguistico benue-congo, parlato dagli iorubà
[10] Pelourinho (picota) = colonna di pietra collocata in luoghi pubblici della città o della fazenda dove venivano torturati ed esposti gli schiavi e i criminali. Il centro storico della città di Salvador di Bahia prende il nome proprio da questo strumento di tortura. Il pelourinho della città di Salvador fu impiantato in diverse piazze fino alla rimozione definitiva che avvenne nel XIX secolo. L’ultimo posto in cui fu installato il pelourinho fu un largo, nel centro cittadino, che viene chiamato ancora oggi “largo do Pelourinho”.
[11]Sarará  = termine informale usato in brasile per indicare individui meticci bianchi o neri con capelli rossicci.
[12] senhor de engenho =  figura centrale, capo, di un gruppo all’interno di una fazenda (engenho) destinata alla coltura e alla lavorazione della canna da zucchero.  


sabato 13 agosto 2011

Concerto di choro, bossa nova e samba in piazza a Morlupo

Sono ancora un po’ emozionato a pensare e a parlare del nostro concerto di giovedì sera  (11 agosto) in piazza a Morlupo.
Prima di iniziare era veramente tanta era la preoccupazione (terrore ? J )  di non riuscire innanzi tutto a riempire e poi a coinvolgere una piazza tanto grande come piazza Armando Diaz, la piazza principale di Morlupo.

Per il terzo anno consecutivo Morlupo ci ospitava…..ma stavolta era diverso.
In trio, senza batteria e senza percussioni, mi, anzi ci sembrava un’impresa senza speranza riuscire a “saziare” di suono quello spazio tanto grande.

Oltre tutto non mi tranquillizzava sapere che la sera prima di noi il grande Nicola Costa (virtuoso chitarrista ex Mannoia, Morricone, Vasco Rossi etc..etc..) aveva clamorosamente “bucato”….. totalizzando, nel finale del suo concerto appena 20 persone.

E invece……la nostra forza, probabilmente, è stata proprio quella di non avere batteria e percussioni, di puntare sulla dolcezza del nostro repertorio, di ricercare un’atmosfera più intima, …..e di affidarci al grande affiatamento tra noi tre,  impossibile altrimenti.

Così la Piazza si è magicamente trasformata in una specie di gigantesco salotto, pieno di gente seduta al fresco (di un agosto torrido) ad ascoltarci….ad applaudirci.

Gli antichissimi Cartola, Assis Valente, Pixinguinha, Luiz Gonzaga, per una sera sono vissuti ancora e hanno conquistato una piazza “difficile”.

Lourinha G. è stata davvero strepitosa……La sua viola ha letteralmente incantato…..E poi averla accanto sul palco è diventata ormai una sicurezza……ogni nota una sentenza…..per farci capire dove siamo e dove stiamo andando.

Fabrizio poi merita un plauso speciale.
Non è stato il “solito” bravissimo bassista, con il suo “solito” suono rotondo, pulito…..perfetto !
Non è stata la “solita” presenza rassicurante, empatica, bella sul palco.
Stavolta, non è stato solo questo.
Stavolta e davanti a quella piazza ha pure suonato alcune percussioni brasiliane : surdo, tambourim, shaker….e con un gusto che un percussionista puro se lo sogna.  
Da monumento !

Non so se questo trio (Viola Brasil Trio) rimarrà tale o se si espanderà a qualche altro elemento, ma è certo che bisognerà assolutamente mantenere questo spirito, questa passione per la musica e per la musica brasiliana in particolare……bisognerà amare ogni nota che suoneremo. 

Dobbiamo ringraziare veramente tanto non solo i “morlupesi” (e Danilo Micheli, il nostro strepitoso agente, che ci ha fatto molta pubblicità), ma anche i tanti amici che sono venuti da Roma per “sostenerci”…….Emilio, Leo, Luca, Giulia, Pigi, Julia, Fabio, Max, Riccardo, David, Adriana, Paola, Mauro, Massimo etc…etc…(non me ne vogliano quelli che non ho inserito nella lista….)

A fine concerto ci siamo addirittura potuti godere una performance di Mestre Salim e della sua scuola di capoeira…….è incredibile quell’uomo……gli anni passano…..la pancia cresce, ma lui è sempre lì a saltare e roteare in aria come se niente fosse. 

Unica nota stonata della serata è stata l’assenza del  “padrone di casa”.
A differenza degli anni precedenti l’assessore è mancato all’appuntamento, facendomi rimpiangere la presenza attenta ed interessata del nostro amico Vincenzo Tropea (l’assessore precedente).
….Peccato….

Guido

sabato 30 luglio 2011

La bruttezza dell'Uomo

“La civiltà di un popolo si misura dal modo in cui tratta gli animali” (M. Gandhi)

...….e allora questo è davvero un paese di serie B.


Questa mattina, andando a lavoro, sul ciglio di una strada a velocissima percorrenza, io ed Eleonora abbiamo trovato due piccolissime gattine, spaesate e terrorizzate … palesemente abbandonate.   
Le poverine, in due, hanno solo due occhi  di cui uno solo funzionante …… una delle due è completamente cieca.
Si sa, l’estate è il momento degli abbandoni e tutte le campagne di sensibilizzazione al problema sembrano non sortire grandi effetti … e le leggi dello stato italiano non sono altro che cattedrali nel deserto.
(A proposito di abbandoni di gatti, mi chiedo come si può essere tanto idioti da criticare la sterilizzazione dei gatti di strada, sbandierando  chissà quale “ecologismo”…… riempiendosi la bocca di un ipocrita “amore per la natura”. )  
Questa volta però mi sembra diverso e, se possibile, un po’ peggio …. magari è solo perché sono direttamente coinvolto, o forse perché ad essere abbandonate sono due cucciole, che inteneriscono di più, o forse perché su quella strada le macchine vanno così veloci ……
Piuttosto, secondo me, stavolta è peggio del solito, molto peggio, perché ad essere abbandonati sono stati due esseri con handicap gravissimi …. Due più deboli tra i deboli …… bisogna davvero essere i più vigliacchi tra i vigliacchi …. I più incivili tra gli incivili ……
Ma come può essere un Uomo così orribilmente "brutto" ?
Sono convinto che le due disgraziate siano state abbandonate non tanto perché di intralcio alle vacanze (come succede spesso nel caso dell’abbandono dei cani), ma piuttosto  perché “diverse”, “difettose”, probabilmente senza speranza …..e certamente non belle da vedere come altri cuccioli (chissà, magari come i loro più fortunati fratellini).
Com’è possibile che l’uomo abbia così paura (?) del diverso, del “non-normale”, del “malato”, tanto da scansarlo, allontanarlo, emarginarlo ?  
Com’è possibile che televisioni, giornali, radio e simili, trasudino buonismo,  distribuiscano pietà e raccolgano solidarietà mentre poi la vita reale è questa qui ?  
Come si può vivere in mezzo a tanta ipocrisia.  

Però mi dà speranza ricordare che l’estate scorsa una cucciolotta di Beagle, gravemente malata di epilessia, abbandonata chissà dove, malgrado fosse un cane di razza, bellissima, dolcissima, tenerissima, fu salvata da una gabbia del canile dapprima da Luca e Giulia e successivamente da Federica e Marco (ho la fortuna di essere amico di queste belle persone che restituiscono un po’ di bellezza all’Uomo) .
Oggi Viola è una bella signorina, amatissima e innamoratissima dei suoi padroncini, un lumicino di speranza per tutti quegli animaletti nati col “difetto di fabbricazione”.


Guido