mercoledì 14 marzo 2012

Conversa de botequim (Noel Rosa) - traduzione in italiano

La foto a lato ritrae una statua esposta nel quartiere popolare di Rio de Janeiro in cui nacque e visse il grande Noel Rosa : Vila Isabel. 

La scena è quella che Noel descrisse in una sua celeberrima canzone del 1935 : "Conversa de Botequim" (Conversazione da bar), di cui molto umilmente e con moltissimi dubbi ho preparato la traduzione in italiano. 

A tal proposito, ben vengano i consigli, le correzioni e l'aiuto dei miei preziosi amici brasiliani :-) !! 



Noel, da buon Bohemien, è seduto al tavolino di un bar, un botequim, forse da ore, probabilmente a pensare, a prendere appunti, a scrivere il teso di qualche sua canzone e certamente a bere. 
Il cameriere del bar (garçon) inizia a pulire il tavolino di Noel, mentre lui ancora è seduto..... Sembra che all'epoca questo fosse un gesto "educato" per invitare il cliente ad andarsene dal bar. 
...leggendo il testo della canzone si capisce bene perchè il garçon voglia far sloggiare Noel .... :-) 

Allora Noel, un po' seccato risponde al gesto del garçon con questa canzone "Conversa de botequim" che è rimasta nella storia della musica popolare  ed è stata interpretata da qualsiasi musicista brasiliano degno di questo nome, da Chico Buarque al ragazzino alle "prime note". 

Il videoclip che ho inserito qui sotto, in cui  Chico Buarque interpreta proprio "Conversa de Botequim" è stato girato nel 2005 in un meraviglioso bar-pasticceria del centro di Rio de Janerio (Confetaria Colombo) .... un posto magico che consiglio di inserire nell'itinerario di viaggio a chiunque abbia in programma una visita a Rio .... un posto in cui sembra che il tempo si sia fermato proprio agli anni '30 .... gli anni di Noel ... 
Certo, in un giorno lavorativo qualsiasi, la folla dei clienti toglie molta della poesia del luogo che invece è assolutamente intatta nel videoclip di Chico.




Conversa de Botequim 
Conversazione da bar 
Traduzione in italiano a cura di Guido Rita

Seu garçom1 faça o favor de me trazer depressa
Garçon1 mi faccia il favore di portarmi in fretta
Uma boa  média2 que não seja requentada
Una buona media2 che non sia riscaldata
Um pão bem quente com manteiga à beça
Pane ben caldo con burro a volontà
Um guardanapo e um copo d'água bem gelada
Un tovagliolo e un bicchier d’acqua gelata
Feche a porta da direita com muito cuidado
Chiuda la porta sulla destra con molta attenzione
Que eu não estou disposto a ficar exposto ao sol
Che non sono disposto a stare esposto al sole
Vá perguntar ao seu freguês do lado
Chieda a quel suo cliente
Qual foi o resultado do futebol.
Qual è stato il risultato della partita di calcio

Se você ficar limpando a mesa3
Se si metterà a pulire il tavolino3
Não me levanto nem pago a despesa
Non mi alzerò e non pagherò il conto
Vá pedir ao seu patrão uma caneta, um tinteiro,
Vada a chiedere al suo padrone una penna, un calamaio 
Um envelope e um cartão4,
Una busta e un cartoncino4
Não se esqueça de me dar palitos
Non si dimentichi di portarmi gli stuzzicadenti
E um cigarro pra espantar mosquitos
E una sigaretta per scacciare le zanzare
Vá dizer ao charuteiro que me empreste umas revistas,
Vada a dire al tabaccaio che mi presti alcune riviste
Um isqueiro e um cinzeiro
Un accendino e un portacenere

Telefone ao menos uma vez
Telefoni almeno una volta
Para tres quatro quatro tres tres tres5
Al : 34 - 43335
E ordene ao seu Osório6 que me mande um guarda-chuva
E ordini al suo “Osorio”6 che mi mandi un ombrello
Aqui pro nosso escritório7
Qui, al nostro ufficio7
Seu garçom me empreste algum dinheiro
Garçon mi presti qualche spiccio
Que eu deixei o meu com o bicheiro8
Che io ho lasciato il mio denaro al “bicheiro” 8
E vá dizer ao seu gerente
E vada a dire al proprietario
Que pendure esta despesa no cabide ali em frente9.
Che appenda questo conto al gancio lì davanti 9



1 - cameriere

2 - tazza di caffè e latte

3 – se, all’arrivo di un cliente, un cameriere puliva il tavolino era un modo per dire che quel cliente non era desiderato in quel bar.

4 - carta da lettera.

5 - Il numero di telefono che cita Noel in questa canzone divenne tanto famoso che la compagnia telefonica dell'epoca acquistò questo numero per usarlo in una pubblicità.

6 - Questa parola mi ha fatto diventare matto; tutt'ora non so se il senso che gli ho dato è quello corretto e chiedo a chi legge (soprattutto ai miei amici brasiliani) di aiutarmi a tradurla correttamente. Secondo me potrebbe essere il nome proprio del generale Manuel Luis Osorio, quindi il senso potrebbe essere quello, ironico, di generale, comandante o simili. Chissà ….

7 -  Noel passava moltissimo del suo tempo al bar, a scrivere, a comporre musica o semplicemente a bere e a chiacchierare e a suonare con i suoi "colleghi" sambisti (tra cui nomi epici del samba carioca : Cartola, Ismael Silva, Aracy de Almeida etc.).    

8 - Bicheiro = venditore di biglietti del “jogo do bicho”  - * Jogo do bicho – gioco d’azzardo molto diffuso negli anni '30 - una specie di lotteria nella quale ad ogni numero era associato un animale.  Anche in questo caso navigo al buio…. non sono affatto sicuro che la giusta traduzione sia questa….amici brasiliani aiuto J

9 - Cioè che “segni” il conto, faccia credito.  

Un "Nuovo" Grandissimo Amore : Noel Rosa

Io arrivo sempre dopo i "botti di capodanno" … 
Sono e sono sempre stato "fuori moda" ! Ormai me ne sono fatto una ragione :-) 
Così nel 2012, scopro e mi innamoro follemente di un autore brasiliano del 1910, forse, senza esagerare,  il padre di tutta la musica popolare brasiliana di cui sono appassionato : Noel Rosa.

In Italia (il Paese che segue quello scandalo del Festival di Sanremo per intenderci) forse il 99,99% della popolazione ignora assolutamente chi sia stato Noel Rosa.

Qui a lato allego una foto d'epoca dell'artista che fu, se non tra i primi in ordine cronologico, almeno il primo in ordine di importanza tra i Bohemien  Brasiliani : artisti, scrittori e soprattutto musicisti (sambisti in particolare) che vivevano ai margini della società "per bene", fuori dalle regole comuni, un po' alcolizzati, un po' fannulloni, assidui frequentatori di bar e tendenzialmente squattrinati. Tra questi bohemien alcuni, come Noel, furono destinati ad entrare nella storia della musica, anzi, destinati a modificare il corso di tale storia. 


Non voglio, anzi, non sono in grado, di scrivere e pubblicare su questo blog la biografia di Noel, però è impossibile, secondo me, parlare della Sua musica prescindendo dalla Sua vita che fu eccezionale dal momento in cui fu partorito fino alla sua precocissima morte. 
Una vita straordinaria, che ha brillato di una luce tanto intensa quanto breve (bella questa frase, mi sa che l'ho letta da qualche parte J ) . 

Del resto a farmi innamorare di Noel è stata proprio la visione del recente film-biografia "Noel Poeta da Vila" (bellissimo !!) che ho dovuto scaricare dalla rete, in lingua originale, senza sottotitoli, perché in Italia non ce n'è traccia alcuna.


Ho capito che quel film mi avrebbe "stregato" quando ho visto che uno dei personaggi principali del film, Papagaio, era interpretato niente di meno che da Wilson das Neves, il vecchio e fedele batterista del mio amatissimo Chico  Buarque.   

Rafael Raposo è stato, secondo me eccezionale ad interpretare Noel….un compito durissimo. E poi ho potuto vedere una delle attrici più belle che abbia mai visto : Camila Pitanga -foto-, nel ruolo di una prostituta, Ceci, amante e musa ispiratrice di Noel (che personaggio meraviglioso) .

Qui sotto allego un breve videoclip tratto proprio da questo film.


Molto brevemente sulla Sua vita:
Noel Rosa nacque a Rio de Janerio nel 1910 da un parto molto difficile in cui l'uso del forcipe gli causò l'alterazione permanente della mandibola definendone una fisionomia molto caratteristica (vedi foto).

Obiettivamente Noel appare un po' come la caricatura di se stesso ….

La sua famiglia (classe media carioca) cercò disperatamente di farlo diventare medico, ma lui lasciò quasi subito la Facoltà di Medicina di Rio per dedicarsi ad una nuova e più emozionante vita da artista, vita da bohemien come dicevo prima.

Noel fu un grande compositore di samba, ma anche cantante e musicista (chitarra e bandolin) e in appena 26 anni di vita, scrisse la bellezza di 259 canzoni, molte delle quali vengono cantate e suonate tutt'oggi da artisti del calibro di Chico Buarque, Gilberto Gil, Ivan Lins e moltissimi altri.

A tal proposito vorrei consigliare due raccolte di brani di Noel in CD  :
"Songbook de Noel Rosa" - autori vari 

"Viva Noel" - Ivan Lins 

(Non pensiate/speariate però di poterli trovare in un negozio di dischi italiano … non scherziamo! )

Sconsiglio invece l'ascolto, almeno in prima battuta, delle registrazioni originali di Noel; gli arrangiamenti infatti sono molto datati (per forza, era il 1930) , il modo di cantare molto di maniera e la qualità sonora delle registrazioni pessima; successivamente l'ascolto dei brani originali potrebbe essere, come è successo per me, la ri-scoperta di un tesoro preziosissimo.

Noel morì nel 1937 a Rio de Janerio, a 27 anni non ancora compiuti, stroncato dalla tubercolosi. Chissà cosa avrebbe potuto ancora regalare alla musica popolare brasiliana se avesse avuto qualche anno in più da spendere. 

Al di là del talento da un punto di vista di composizione musicale, ciò che cattura di Noel è certamente il modo di scrivere i testi delle sue canzoni;  gran parte dei testi dei suoi brani sono permeati da una grandissima ironia ed auto-ironia;  ricorda molto il nostro grande Petrolini, il suo sarcasmo, la sua "forza" comica.

Penso a brani come "AB-surdo" (Assurdo) canzone in cui prende in giro nientemeno che il futurismo di Tommaso Marinetti, corrente molto "di moda" in quegli anni.

Oppure la celeberrima "Com que roupa" (Con quali vestiti), del 1930, il primo vero successo di Noel, brano divertente e ironico che, in modo alquanto "sacrilego",  inizia esattamente come l'Inno Nazionale Brasiliano.  (vedi il video sopra preso dal film "Noel Poeta da Vila" )

Poi c'è la straordinaria "Conversa de botequim" (Conversazione da bar)  di cui pubblicherò a breve la traduzione in italiano e un mio commento; questa canzone fu scritta in risposta ad un garzone di un bar che non gradiva che Noel passasse tutto il giorno nel suo bar, ordinando e chiedendogli qualunque tipo di servizio; per cui quando il garzone vedeva arrivare Noel, iniziava a pulire il tavolino dove questo si era seduto, all'epoca un segno inequivocabile del fatto che il cliente fosse indesiderato.
Questo brano è divenuto tanto famoso che in Vila Isabel, il quartiere di Rio de Janeiro in cui nacque e visse Noel Rosa, oggi si può osservare una statua che raffigura Noel alle prese con il Garçon di "Conversa de Botequim" (vedi foto qui sotto) .




Inserisco qui la traduzione di una piccola parte di intervista che Almir Chediak (chitarrista autore di meravigliosi partiture per chitarra dei più grandi autori brasiliani…..grazie mitico Almir) fece al grande Tom Jobim riguardo a Noel. [Songbook - Noel Rosa - Vol 3 - de Almir Chediak]

Almir Chediak : Qual è la sua opinione su Noel Rosa ?
Tom Jobim : E' un genio, una persona straordinaria per l'epoca. Ciò che lui conosceva, per l'epoca era una cosa straordinaria.
Almir Chediak : E tutto questo in una vita così breve.
Tom Jobim : Si, un uomo che è vissuto soli 26 anni e che ci ha lasciato un'opera così estesa.
Almir Chediak : Sono 230 i brani prodotti, e ciascun testo una meraviglia.
Tom Jobim : Si, ma molto spesso anche le melodie  sono incredibili per l'epoca; Noel è un personaggio formidabile  che ha segnato la mia vita e da cui dipende la mia passione per la musica brasiliana.  Quando ti vedo suonare con tutte quelle inversioni* mi vengono in mente subito Noel Rosa e …. Chico Buarque.
*[si riferisce agli accordi di chitarra….Almir è considerato unanimemente un genio dell'Armonia]
Almir Chediak : Chico Buarque è il compositore che più si avvicina a Noel
Tom Jobim : Già, per il suo stile; compositori che parlano di cose che esistono veramente : il bar, Maria, la cachaça, la gente. Una cosa molto brasiliana, molto autentica.


Le frasi di Jobim e di Almir Chediak mi hanno aperto gli occhi e mi hanno fatto capire come mai io, fedelissimo "adorante" di Chico Buarque, della Sua musica, dei Suoi testi, sia stato tanto affascinato dall'opera di Noel Rosa; è come se Chico fosse una specie di reincarnazione di Noel….. esagero?
Beh, ho recentemente scoperto che Chico Buarque ha voluto assolutamente interpretare Noel Rosa in un film del 1995 "O Mandarim", film assolutamente introvabile sia in Italia, sia su internet  ... che darei per averlo.



Leggendo Noel e confrontandolo con Chico trovo ogni giorno legami, richiami, citazioni; sono quasi sicuro che un tempo Chico abbia amato Noel e ne sia stato in qualche modo influenzato … molto influenzato.

Non c'è dubbio, però, che Chico Buarque sia estremamente più raffinato di Noel per quanto riguarda i suoi testi, che sono diventati vere e proprie poesie in musica, molto più "colti" e "intellettuali" di quelli di Noel, ma anche per quanto riguarda la composizione musicale in senso stretto, dovuta ad una preparazione non confrontabile. 
E' come se Chico fosse partito esattamente dal punto in cui Noel era arrivato.   
Insomma Chico Buarque, un nano sulle spalle di un gigante J

....e allora mi tocca allora ringraziare il vecchio Noel per aver "nutrito" (almeno in parte) il mio adorato Chico ! 

Spero, con questo mio post, di poter "regalare" a qualche mio concittadino italiano un nuovo mondo da scoprire e da amare … sarebbe proprio un gran bel regalo. 

sabato 25 febbraio 2012

Eretici e Corsari - Gaber e Pasolini riletti da Marcorè e Gioè

Giorgio Gaber e Pierpaolo Pasolini riletti da Neri Marcorè e Claudio Gioè al Teatro Olimpico di Roma

Senza troppi preamboli, Vi consiglio vivamente di cercare i biglietti e andare di corsa a vedere lo spettacolo di teatro-canzone "Eretici e Corsari", in questi giorni in scena al teatro Olimpico di Roma.
Una breve presentazione dello spettacolo :


(ANSA) - ROMA, 22 FEB - Un collage scenico intelligente, in cui le citazioni di Pier Paolo Pasolini (dagli 'Scritti corsari') si intrecciano alle canzoni di Giorgio Gaber e Sandro Luporini: e' lo spettacolo 'Eretici e corsari', regia di Giorgio Gallione, in scena con successo al Teatro Olimpico di Roma. 

Ne sono interpreti Neri Marcore', che in scena canta e suona anche la chitarra insieme a quattro strumentisti**, e Claudio Gioe', protagonista di fiction di successo come 'Il tredicesimo apostolo' su Canale 5. 




Giorgio Gaber per me, come per moltissimi altri, è stato un punto di riferimento, una guida, un faro illuminante …..gli ho voluto e gli voglio bene, come se ne vuole ad un grande amico, ad un saggio zio…… appena poco di meno che ad un padre…..non esagero.   

Imperdonabile invece è la mia ignoranza per quanto riguarda l'opera di Pierpaolo Pasolini….ma per fortuna sono ancora in tempo per recuperare, leggere e cercare di capire.


Da sempre fanatico e integralista "gaberiano", ero molto preoccupato di come potesse esser rappresentato Gaber; chi ha avuto la fortuna di assistere ad un suo spettacolo dal vivo, sa infatti quanto sia, anzi (purtroppo) era importante la sua presenza scenica, la sua fisicità, la sua mimica, la sua voce, per le sue canzoni, i suoi monolghi.

E devo dire che Neri Marcorè (di cui sono un grande estimatore) ha cercato di  interpretare le canzoni di Gaber con grande rispetto, senza avere la presunzione di metterci del suo, ma nemmeno senza scadere in una pietosa, quanto impossibile  imitazione. Il povero Neri Marcorè sembrava un topolino davanti ad una montagna…..e sapeva di esserlo.

Del resto ha voluto confrontarsi con alcuni dei brani sacri di Gaber, tipo "Qualcuno era comunista", "La presa del potere" e soprattutto Il Brano dei Brani : "Io se fossi Dio" *(in una versione del 1991, molto diversa da quella originale del 1980).

*Allego qui sotto la versione live introvabile di Gaber del 1991 , tanto per spiegare quello di cui sto parlando.

 Io se fossi Dio :
GIORGIO GABER - IO SE FOSSI DIO 1/2 (LIVE 1991)

GIORGIO GABER - IO SE FOSSI DIO 2/2 (LIVE 1991)


Sfrugugliando nella rete ho trovato un commento di un utente privato al videoclip "Io se fossi Dio", che mi è piaciuto tantissimo e lo voglio riportare qui :  
<< GRAZIE DIO,NEL CASO TU CI SIA,PER AVERCI DATO GIORGIO GABER >>

....ovviamente .... concordo .... 


 Il risultato è stato, tutto sommato, positivo: non sono stato costretto ad alzarmi e ad andarmene, cosa che avevo preventivato, qualora la cosa si fosse "messa male"  J ….. avevo ancora davanti agli occhi un tremendo duo di Marcorè assieme al pessimo e presuntuoso Morgan ("Non insegnate ai bambini") , o i tristissimi Enzo Jachetti e Paolo Rossi in una interpretazione da dimenticare di "La strana famiglia" . 

Certo, non ho potuto non rimpiangere amaramente Gaber.
Però lo spettacolo, ricchissimo di contenuti incredibilmente attuali seppur scritti anche 40 anni fa, è sfilato via interessante, accattivante, a tratti emozionante …..in una sola parola : bello!

Perfino il pubblico presente in sala mi ha fatto rimpiangere gli spettacoli di Giorgio …. Spettacoli in cui si seguiva in apnea i monologhi, anche lunghissimi, si rideva fino alle lacrime e …si piangeva e si urlava quando le canzoni finivano…..si urlava assieme a Giorgio, per stemperare l'incredibile tensione.
Invece all'Olimpico, mentre Marcorè cercava di non essere schiacciato dal peso del personaggio che interpretava, e Gioè leggeva le "profezie" mozzafiato di Pasolini, una signorina biondo finto davanti a me consultava il suo fedelissimo I-phone, un'altra cinguettava col suo compagno, un signore usciva per rispondere al cellulare …. Che nostalgia.

Uscendo dal teatro mi sono sentito letteralmente perso.
E' terribile pensare che Giorgio non c'è più … è terribile pensare che non c'è più nessuno, ma proprio nessuno nemmeno vagamente come Lui.

Chissà quale sarebbe stata la sua analisi, quali le sue battute, le sue denunce riguardo questo difficile periodo storico, a questo vuoto di ideali, di ideologia, di morale.

Chissà cosa avrebbero pensato e scritto Pasolini e Gaber del mondo nell'era di Facebook…..mentre pensavo proprio al mondo tirannizzato da Facebook, nel mio girovagare in rete, mi sono imbattuto in un blog molto interessante in cui si riflette proprio su questo argomento. Ecco il link    

Qualcuno mi consigliava di portare i "miei" alunni a vedere lo spettacolo assieme me …. Sarebbe una delusione troppo, troppo grande se li vedessi distratti, non interessati, magari annoiati …. Non mi riprenderei più. E del resto per molti di loro, seguire lo spettacolo sarebbe uno sforzo sovraumano, qualcosa a cui non sono assolutamente "allenati" …. Sarebbe (ripeto :  per molti, non per tutti) come far ascoltare Shostakovich ad un uomo delle caverne….
E purtroppo l'inadeguatezza di cui parlo non riguarda soltanto i miei alunni . 
Questo è il problema … il nulla in cui siamo sprofondati, ci ha anestetizzato, ci ha abituato al mediocre, al meschino, ci ha tolto il sacrosanto diritto all'indignazione , insomma, ci ha fatto abituare alla pentola in cui stiamo bollendo a fuoco lentissimo.

Mi chiedo se, nascendo oggi, Pierpaolo e Giorgio potrebbero diventare ancora una volta Pasolini e Gaber.   


NB
**I quattro strumentisti in questione sono un gruppo 
F A V O L O S O 
che si chiama : 
GNU QUARTET 
( Flauto , violino, viola, violoncello)
vedere per credere : www.gnuquartet.com/

venerdì 3 febbraio 2012

Io Guido Rita, uno sfigato, ma senza monotonia

Ero quasi riuscito a ingoiare la rabbia che mi avevano provocato le dichiarazioni del vice-ministro-figlio-di-papà Michel Martone che, con tutta l’arroganza propria dei potenti, aveva dato degli “sfigati” a tutti quegli universitari che non riuscivano a laurearsi entro i 28 anni.

Ma oggi, di fronte a Mario Monti che con “illogica ironia” ha dichiarato : “Che monotonia il posto fisso. I giovani si abituino a cambiare.” (da Matrix, 1 febbraio 2012) 
sento di non riuscire più a trattenere la mia indignazione, di aver bisogno di sfogarmi.

A proposito di Michel Martone consiglio vivamente di leggere questo brevissimo articolo che illustra chiaramente, con tanto di grafico, come ha fatto carriera questo baby professore universitario nonché baby vice ministro:


E poi c'è un gran "pezzo" di Marco Travaglio sul "raccomandato di ferro" Martone che lascia letteralmente senza parole ... e se Travaglio dice il vero  : vergognati Michel ! 


Nella foto a fianco Mario Martone che per spezzare la monotonia dei suoi innumerevoli posti fissi ha deciso di cambiare e, finalmente, andare a lavorare in miniera.


Mi sono laureato in Chimica a 30 anni e oggi sono un precario della scuola.

Eppure, contrariamente a quanto sostengono i due professori, Martone e Monti , per la vita e le scelte che ho fatto, non mi sono mai sentito né uno “sfigato”, ne uno tanto “allegro” vista la totale mancanza di “monotonia” .

Senza cercare di accampare scuse, la laurea in “Chimica”, almeno il vecchio ordinamento, l’unico che ho conosciuto, era un corso molto difficile e molto lungo che, tra l’altro all’epoca prevedeva almeno un anno di tesi sperimentale, da passare dentro un laboratorio … laurea difficile e lunga a maggior ragione per uno come me che, uscito molto presto di casa, ha sempre cercato e trovato lavori e lavoretti di qualunque tipo per tirare avanti.

Mi chiedo se Michel Martone abbia dovuto/voluto lavorare durante la sua tesi per pagarsi affitto, cibo, bollette, vacanze etc.  

Mi chiedo poi se Michel Martone e se i due figli del vecchietto arzillo e spiritoso, Mario Monti, una volta finiti gli studi, abbiano dovuto cercare lavoro, come ho fatto io e come fanno moltissimi, utilizzando i canali usuali concessi ai poveri mortali, tipo annunci sui quotidiani o su riviste specializzate o su siti internet dedicati al cerca lavoro.

E mi chiedo anche se, una volta riusciti ad arrivare al famigerato colloquio di lavoro (a patto che siano stati costretti a sostenerne mai uno) , siano stati valutati e giudicati con gli stessi parametri, le stesse unità di misura degli altri candidati provenienti da famiglie meno note e potenti alle spalle.

Certamente sono convito che oggi tutti loro, Michel Martone e suo padre, Mario Monti e i suoi figli,  siano intrappolati nella terribile “monotonia”  dei loro “dubbiamente meritati” posti fissi e dei loro aurei stipendi.

Oggi, con tanto veleno in bocca, mi sento effettivamente “sfigato”, ma non certo perché mi sono laureato tardi, ma perché vivo in un Paese in cui i figli di papà (e Michel Martone non è certo l’unico) mi staranno sempre avanti a prescindere dalla mia o dalla loro preparazione, un Paese in cui un baby vice Ministro può rilasciare dichiarazioni offensive e sciocche per poi ritrattare, scusarsi ridendosela sotto i baffi (senza esser costretto a dimettersi), un Paese in cui un Primo Ministro, dall’alto della sua stabilità economica e sociale, si può permettere di fare dell’inutile ironia, per giunta in un momento storico come questo, sulla precarietà del lavoro giovanile . 

E non è vero che io, precario, non conosca la “monotonia” … Il mio disprezzo, il mio disgusto, la mia indignazione per chi si arricchisce col mestiere della politica, sulla mia pelle, quello sì è tristemente monotono.     

www.chicosamba.it

Finalmente, dopo mesi di gestazione, è in rete il mio nuovo sito internet :



www.chicosamba.it 


sito totalmente gratuito e senza pubblicità dedicato alla musica brasiliana d'autore



Vi invito a farvi un bel giretto :-) tra fotografie, videoclip, traduzioni in italiano di canzoni brasiliane, e tanto audio mp3 inciso dal sottoscritto in collaborazione con diversi musicisti (Fabrizio Corso, Lourinha G., Daniele Russo e molti altri).

Per festeggiare l'avvenimento ho pubblicato sul sito, nella pagina "audio mp3" anche la nuova mini raccolta di brani brasiliani di cui parlavo nei due post di gennaio (Asa Branca e altre storie parte 1 e 2).

Ho chiamato la mini raccolta "Il Brasile che non c'è più" poiché  i brani riguardano tutti, in qualche modo, un mondo meraviglioso, di musica e poesia che sembra essersi definitivamente perso.

Buona navigazione

mercoledì 4 gennaio 2012

Asa branca e altre storie - Prima Parte

Proprio mentre sul mercato impazza la nuova hit brasiliana :
“Ai se eu te pego” ** di un certo Michel Telo (una canzoncina ballabile di forrò di quarta categoria, già sentita, già ballata, già dimenticata )… io, insieme ad alcuni miei amici musicisti, seguendo una strategia tutta nostra J , abbiamo registrato alcune canzoni antiche di musica popolare brasiliana.
 

** La canzoncina di Michel Telo ha già dato il via ad uno di quei tristissimi balli di gruppo …
Avete presente quei balletti da balera in cui una schiera di uomini e donne con gravi problemi di coordinazione imitano le mosse di quattro belle ragazze mezze nude che si muovono sculettando a tempo, tipo scimmiette ammaestrate ?

Mi chiedo come possa il Brasile, terra di Tom Jobim, Vinicius de Moreas e Chico Buarque, produrre ed  esportare una faccia di se così brutta, così avvilente.

E sto solo aspettando che i musicisti brasiliani che vivono e lavorano a Roma e nel resto d’Italia inizino a cavalcare l’onda….. Che tristezza.

Tornando alle nuove registrazioni cui hanno partecipato insieme a me, Lourinha G., Fabrizio Corso e Daniele Russo, probabilmente ne faremo un CD, ma dubito che riusciremo a ispirare qualche ballo di gruppo J

Alla mini raccolta di canzoni vorrei dare come titolo qualcosa come :
“Asa Branca ed altre storie”
Oppure
“Antiche storie brasiliane”  

I brani che abbiamo registrato non sono ancora pronti, sono in via di missaggio, quando saranno completati verranno pubblicati sul mio sito http://www.chicosamba.it/ (che a brevissimo sarà sostituito da una versione più aggiornata e completamente rinnovata da un punto di vista grafico); volevo però parlare delle versioni originali di queste canzoni, su cui ho fatto una piccola ricerca.

Le canzoni in questione hanno tutte in comune il voler raccontare una storia di un Brasile che non esiste più (ecco, il titolo della raccolta poterbbe anche essere "Il Brasile che non c'è più").

In ordine sparso i 6 brani cover che abbiamo inciso sono :



1) Alegria – Assis Valente (samba 1937)

E’ uno dei classici storici del samba che racconta come nacque la Batucada (tipo di samba di strada prevalentemente percussivo, con origini probabilmente africane).

E' il classico argomento delle vecchie canzoni brasiliane, la tristezza, la saudade che viene alleviata dalla musica, dal samba in particolare.

“Minha gente era triste e amargurada/ inventou a batucada/ pra deixar de padecer/ salve o prazer”

“La mia gente era triste e amareggiata/ inventò la batucada/ per smettere di soffrire/ benvenuto piacere”

Basta cercare un po’ su youtube e troverete mille versioni di questo splendido samba, da Caetano Veloso fino al gruppetto di ragazzini.





2) Asa branca – Luiz Gonzaga e Humberto Texeira (forrò 1947)

E’ una delle canzoni del più grande musicista (fisarmonicista) di musica nordestina (nord est del Brasile) : Luiz Gonzaga il re del Forrò.

(Chissà quante volte si girerebbe nella tomba il grande Gonzaga a sentire e soprattutto vedere lo scempio del forrò “Ai se eu te pego” ) .

La canzone parla di una specie di colomba, “asa branca” (ala bianca), tipica del nord est del Brasile che è costretta a migrare verso sud a causa della grande siccità…. Esattamente come tanti uomini-contadini nordestini costretti a lasciare i loro campi, distrutti dalla siccità, e quindi le loro case e le loro famiglie per cercare fortuna nel sud del Brasile, nelle grandi città industriali (Sào Paulo, Rio etc..etc..) .

Interessante vedere come Luiz Gonzaga usi termini proverbiali tipici del nordest tipo : Intè, Intoce etc. etc. probabilmente poichè la narrazione è in prima persona e a parlare è un contadino nordestino.

Inté mesmo a asa branca / Bateu asas do sertão / "Intonce" eu disse, adeus Rosinha / Guarda contigo meu coração

Perfino la colomba ala bianca / E’ volata via dal sertào (deserto del nord est) / Allora io dissi “Addio Rosina” / Conserva con te il mio cuore







3) Preciso me encontrar – Cartola (choro 1976)

L'autore di questo brano straordinarioe famosissimo  è il mitico Cartola, brano recentemente riportato al successo dal film “City of God” nella cui colonna sonora sono presenti ben due brani originali  di Cartola “Alvorada” e “Preciso me encontar” appunto.


E' una canzone struggente e meravigliosa, la canzone della libertà.
Anche questo brano è stato inciso in migliaia di versioni, da migliaia di artisti, dai più grandi fino agli amatori, ma la versione originale, quella con il solo di fagotto accompagnato da una chitarra classica resta inarrivabile.
Noi abbiamo sostuito il fagotto con la viola.... niente male J
Deixe-me ir/ Preciso andar/ Vou por aí a procurar /Rir prá não chorar...

Lasciami andare/ Ho bisogno di camminare/ Vado via per cercare/ Ridere per non piangere






Segue sul prossimo post......