sabato 27 luglio 2013

Dieci frasi di Margherita Hack

Con un po' di (imperdonabile) ritardo, porgo anch'io il mio modesto e triste saluto alla meravigliosa Margherità Hack, scomparsa il 29 giugno 2013.
Lo faccio pubblicando in questo post dieci frasi della nostra grande astrofisica.

Margherita Hack e la "Glass Nebula".
Penso che, all'apertura del nuovo anno scolastico, ai ragazzi che seguiranno con me geografia astronomica, farò leggere queste frasi, perchè sono un vero e proprio manifesto di un modo di pensare, un modo di essere.....che lo si condivida o meno. E chi studia scienze ed in particolare astronomia, non può non conoscere questo pensiero, che ne rappresenta migliaia di altri, compreso il mio.
 
 
 
 
 
Ecco le dieci frasi (tratte da un articolo di "la repubblica online" di giugno).


1) Nella nostra Galassia ci sono 4oo miliardi di stelle e nell’Universo ci sono più di 100 miliardi di Galassie. Pensare di essere unici è molto improbabile.

2) Penso che il cervello  sia l’anima, non credo alla vita dopo la morte e tanto meno a un paradiso in versione  condominiale, dove reincontrare amici, nemici, parenti, conoscenti

3) Dubbi sul fatto che Dio possa esistere ? Nessuno. Mai avuto grandi slanci verso la religione, di alcun tipo. Non ho mai creduto troppo a nulla, poi non ho creduto assolutamente più a nulla.

4) La colpa di Eva è stata quella di voler conoscere, sperimentare, indagare con le proprie forze le leggi che regolano l’Universo, la Terra, il proprio corpo, di rifiutare l’insegnamento dall’alto; in una parola Eva rappresenta la curiosità della Scienza contro la passiva accettazione della fede.

5) Credo che uccidere qualsiasi creatura vivente sia un po’ come uccidere noi stessi e non vedo differenze tra il dolore di un animale e quello di un essere umano.

6) Andrebbero insegnati valori comuni a credenti e non, il perdono, il non fare del male agli altri, la solidarietà. Ma, soprattutto, bisognerebbe imparare a dubitare, a diventare scettici.

7) Il progresso della conoscenza avviene perché noi possiamo basarci sul lavoro dei grandi geni che ci hanno preceduto.

8) L’idea di un Dio impersonale sarà più accettabile per la ragion, ma è pur sempre una scappatoia per spiegare quello che la scienza non sa spiegare. Ma così è troppo comodo, troppo facile.

9) Quando vedo un animale, quando vedo il suo comportamento, soprattutto dal punto di vista affettivo e istintivo, mi ci riconosco. Sono tanto simili a noi.

10) Finché sono viva non c’è la morte, se c’è la morte non ci sono più io, quindi a che serve aver paura.
 
Ciao Margherita !!
 



venerdì 26 luglio 2013

Chico Samba e Bossa Nova dal vivo al Miralago di Albano

Domenica 4 agosto (2013) a partire dalle 18:00
Aperitivo musicale a base di musica popolare brasiliana (MPB) dal vivo
con Chico Samba e Bossa Nova.  
Hotel Ristorante Miralago - Albano
Ingresso gratuito

Questo post vuole essere un invito, da parte mia, ma anche di Fabrizio Corso (basso) e Daniele Russo (batteria e percussioni) a passare un pomeriggio sorseggiando un ottimo aperitivo* e magari assaggiando qualche ottimo formaggio o salume, accompagnati dalla nostra musica brasiliana dal vivo. 

Chico Samba e Bossa Nova
*da segnalare il bravissimo e simpaticissimo sommelier del Miralago che vi può guidare all'assaggio di un'ottima e vasta selezione di vini e di birre, anche artigianali!
(Nonché del magnifico cremino alla gianduia della antica ditta torinese Pepino.....il cremino più buono che abbia mai mangiato!!)

Il posto, Hotel Ristorante Bar Miralago (Albano Laziale) è molto, molto bello !
L'aperitivo e la musica dal vivo saranno all'aperto, in uno splendido e piacevolmente fresco giardino a due passi da una splendido belvedere del lago di Albano.

Chico Samba e Bossa Nova al Miralago

E' già qualche tempo che, a cadenza mensile, suoniamo musica brasiliana al Miralago, invitati da Master Francesco Ferilli, proprietario dell'Hotel Ristorante, nonché giovane talentuoso e virtuoso bassista (un vero onore essere invitati da un Musicista con la M maiuscola come lui).

Il nostro repertorio prevede una bellissima (spero :-) ) scelta di brani che sono diventati, nei decenni, classici della musica brasiliana.....brani scritti e portati al successo da autori che sono diventati leggende non soltanto in Brasile....brani che sono stati suonati e cantati, tradotti, reinterpretati, rivisitati, stravolti o eseguiti fedelmente da un numero impressionante di artisti di tutto il mondo e in quasi tutti i linguaggi della musica, dal jazz all'heavy metal (beh....forse heavy metal non proprio :-) ). Qualche esempio:
Garota de Ipanema - Antonio Carlos Jobim
Mas que nada - Jorge Ben Jor
Aguas de Março - Antonio Carlos Jobim e Elis Regina
O que serà - Chico Buarque
A banda - Chico Buarque
Samba de uma nota sò - Antonio Carlos Jobim
Canto de Ossanha - Vinicius de Moraes e Baden Powell
 
Per chi volesse ascoltare una demo (ovviamente gratuita) di questi brani incisi da noi vi rimando alla pagina DEMO del nostro sito internet :
 



Non mi rimane allora che darvi l'appuntamento per domenica 4 agosto al Miralago !


sabato 16 febbraio 2013

L’inconsapevole comicità del Ministero dell’Istruzione.



Pochi giorni fa si è svolta la prova scritta del Concorsone Nazionale per Insegnanti; in palio poche (ma ottime :-) ) cattedre in scuole pubbliche con contratto a tempo indeterminato; chi passerà questo primo scritto dovrà affrontare in seguito una prova di laboratorio.


Purtroppo non erano in palio cattedre della mia classe di concorso (Scienze - A060) nel Lazio, così dopo aver superato il test d’ingresso in Toscana, ho deciso di non proseguire per non dover esser costretto, qualora avessi vinto, ad “emigrare” dai miei affetti per almeno ben 5 anni. 


Però la curiosità per le domande poste all’esame era rimasta e il sito “Orizzonte Scuola” me l’ha soddisfatta …. e mi sono fatto un sacco di risate**. 


Qualche mese fa, infatti, avevo partecipato e superato (evviva, evviva)  un altro concorso nazionale, il famigerato TFA, che non premiava i “vincitori” con una cattedra a tempo indeterminato, ma con un corso di formazione, tipo master universitario, che, una volta concluso e superato, dà l’abilitazione all’insegnamento. 


Parlare di premio però mi sembra un po’ eccessivo visto che dopo aver superato tre esami (due scritti e un orale) chi “vince” deve pagare, come ho fatto io, la bellezza di 2.500 euro. 

Ci si potrà chiedere allora, visto il prezzo, quanta importanza ha l’abilitazione all’insegnamento… Beh… l’insegnante non abilitato può :
1) insegnare  in una scuola pubblica – ma solo per supplenze, anche annuali. 2) insegnare in una scuola paritaria o privata – no limits. 
3) partecipare al concorsone nazionale per insegnanti 
4) fare gli esami di stato di maturità come commissario (anche in scuole pubbliche). 
 
Bizzarro che il Ministero dell’Istruzione metta in mano a un “non abilitato” gli esami di maturità che dovrebbero essere il punto finale e più alto di tutta la carriera scolastica di un alunno.

Tragicomico che un “non abilitato” possa partecipare al concorsone nazionale scavalcando colleghi già abilitati, magari da anni.

 Diciamo, riassumendo, che un non abilitato ha solo la “sfortuna” di non poter avere un contratto a tempo indeterminato, si porterà per sempre la croce di una assoluta “precarietà” … purtroppo, ben accompagnato da moltissimi “abilitati”. 






**

Ma torniamo alle mie risate per le domande del concorsone per la classe A060 (Scienze naturali, chimica e geografia, microbiologia).

E’ inquietante, secondo me che per avere una cattedra (a tempo indeterminato) nella scuola pubblica sia sufficiente rispondere alle seguenti domande in due ore (fonte : Orizzonte Scuola) : 


1) Il candidato illustri, in riferimento al sistema solare, il concetto di equinozio


2) Il candidato illustri sinteticamente la fotosintesi clorofilliana


3) Si illustrino brevemente le conseguenze geografiche del processo di globalizzazione.

www.dida-net.it


(Per chi non è del “settore” faccio presente che non è possibile non conoscere le risposte a queste domande .. diversi miei alunni potrebbero rispondere dignitosamente). 



Invece per poter accedere al corso del TFA (e a riuscire ad essere tra i pochi fortunati a sborsare 2.500 euro) bisognava rispondere (all’Università  Roma 3) a 6 domande (ciascuna con diverse “sottodomande”) in 3 ore ; e le domande in questione erano (fonte personale – non ricordo il testo esatto e nemmeno le sottodomande, ma gli argomenti non me li scorderò più) .
1) Definizione ed esempi di Acidi e Basi – Esercizio su Acidi e Basi 
2) Pile Chimiche e legge di Nernst – Esercizio su pile chimiche a concentrazione 
3) Plasmidi : definizione e funzioni – Trasferimento genetico e ricombinazione : coniugazione, trasformazione e trasduzione 
4) Sintesi Proteica – Definizione e fasi
5) Classificazione delle rocce e dei processi litogenetici con esempi
6) Paleomagnetismo e campo magnetico terrestre  e sua inversione



 ....mannaggia ai plasmidi....


In questo caso penso che anche i “non addetti ai lavori” si possano rendere conto della difficoltà delle domande poste, nonché del breve tempo a disposizione per rispondere.

Senza considerare che per accedere a questo test scritto gli aspiranti all’abilitazione avevano dovuto passare un test a risposta multipla di 60 domande su biologia, chimica, scienze della terra, geografia astronomica e comprensione del testo …. Ben più complicato del test d’ingresso al concorsone, fatto di domande di logica, di algebra e informatica di base, di italiano per analfabeti e d’inglese.



Insomma TFA batte Concorsone Nazionale 3-0 … almeno per quanto riguarda la classe A060 (Scienze appunto). 

Chissà chi sarà il prossimo incaricato del prossimo governo a farci fare altre grasse risate sull'argomento "Scuola". 
Lo aspetto con ansia...ridere fa bene :-) .


  

sabato 26 gennaio 2013

Gioie e dolori di un insegnante di Scienze

Il lavoro che faccio ormai da qualche anno (sono un insegnante di Scienze, Biologia e Chimica in un liceo paritario di Roma, il G.Visconti) è meraviglioso...senza dubbio e senza esagerare. 

Anche solo il pensare di poter essere utile, in qualche modo, per i miei ragazzi e quindi, in piccolissima parte, per il mondo che verrà, mi inorgoglisce, mi riempie di gioia. 


Ma la bellezza non sta solo nel dare, nel diffondere le conoscenze acquisite in anni di studio. 

La bellezza è in un ragazzo che ti abbraccia e ti ringrazia dopo una tua lezione su Lavoisier. 

La bellezza è in una classe che costruisce, da sola, un videoclip su Dna ed Rna. 

La bellezza è negli occhi dei ragazzi che, anche solo per un istante, si fermano a riflettere sull'importanza di salvaguardare la biodiversità. 

La bellezza, e quanta, è ricevere da un tuo ex-alunno già brillantemente maturato una lettera come quella che pubblico di seguito.



 Quanta emozione ogni volta che rileggo queste righe, quanta forza per affrontare le mie giornate. 

 Grazie Francesco ! Grazie a Te !

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Per contro, si potrebbe pensare che i dolori di un insegnante di scienze siano nella disattenzione dei ragazzi, nella confusione che riescono magicamente a creare, nella loro pochissima (spesso assolutamente assente) voglia di studiare. 
Ma non è così. 
Queste sono le battaglie quotidiane, qualche volta si vince, qualche volta no; qualche volta metti un 8, qualche volta metti una nota; qualche volta ti viene voglia di voltare le spalle alla classe e andartene, qualche volta non usciresti mai dall'aula, nemmeno per l'insistenza (legittima) del professore dell'ora successiva; qualche alunno lo vorresti come amico, a qualche altro gli consiglieresti la cura dei campi (senza offesa.....per i campi). 
Del resto come dare la colpa ai ragazzi del loro modo di essere, visto il mondo in cui vivono, la frequente assenza di figure familiari di riferimento, il continuo bombardamento del nulla mediatico, l'orrore della nostra classe politica. 
Ma le battaglie sono il pepe della vita, qualcosa a cui non potrei mai rinunciare. 

Il mio dolore è piuttosto vedere lo stato in cui è ridotta l'Istituzione Scuola Pubblica.  
La mia rabbia sta nel fatto che per diventare insegnanti oggi, non per avere una cattedra, badate bene, ma solo per avere uno straccio di abilitazione, è necessario, pur dopo una laurea quinquennale, passare attraverso una via crucis di esami per poter accedere ad un numero ristrettissimo di posti in corsi di formazione carissimi (2.500-3.000 euro).
Dmitri Mendeleev
Come dire, non basta che tu sia preparato, anzi preparatissimo, devi esserlo più dell'80% degli aspiranti insegnanti e soprattutto devi avere un bel gruzzoletto da parte... 

Tanto per intenderci uno come Dimitri Mendeleev (chimico a cui si deve la tavola periodica degli elementi) oggi non avrebbe le possibilità economiche per poter accedere ai famigerati corsi di formazione e non potrebbe diventare un insegnante in Italia. 

 
E tutto ciò mentre sulle cattedre delle scuole pubbliche italiane stanno seduti insegnanti che, fatta eccezione per la laurea, non hanno dovuto dimostrare mai niente a nessuno, nè prima di diventare insegnanti, nè durante tutto il corso della loro carriera (fatta di 18 ore di lezione a settimana !!).
E' lecito, secondo me,  domandarsi quanti degli insegnanti che oggi hanno in mano la scuola pubblica italiana avrebbero avuto la preparazione necessaria per accedere ai corsi di formazione.... Magari tutti, ma questo ahimè non sarà mai dimostrabile.     

Inutile dire che anche questa, come mille altre, è una orrida anomalia tutta italiana.   
 
Per non parlare poi dei programmi didattici di scienze aggiornati al Giurassico. 
....del resto cosa ci si può aspettare da uno Stato che propone come ministro della Pubblica Istruzione un personaggio pittoresco che è convinto che esista un tunnel tra il CERN e il Gran Sasso ?


Sono decenni che ogni nuovo ministro dell'istruzione annuncia in pompa magna cambiamenti e riforme radicali dei programmi didattici; in realtà seppure organizzati in modo differente gli argomenti sono sempre gli stessi... 
Una specie di grande "gioco delle tre carte".   

Malgrado decenni di degrado dell'istituzione scolastica pubblica abbiano relegato le Scienze in un cantuccio buio di pochissima importanza, è indubitabile che avere coscienza delle leggi di Mamma Natura è un presupposto irrinunciabile per continuare a vivere su questo Pianeta. 

Come può chiamarsi "scientifico" un Liceo che propone 2-3 ore al massimo di scienze a settimana ? ... E magari senza laboratori, visti gli obiettivi costi di gestione. Sembra che la Scuola Pubblica non abbia denaro sufficiente per comprare la carta igienica e per pagare supplenze brevi, figuriamoci per comprare vetreria, reagenti chimici e strumentazioni scientifiche. 




E allora io tra le gioie che mi danno i miei ragazzi e la rabbia che mi fa la gestione della Scuola Pubblica, me ne sto sulla mia Isola Felice del G.Visconti, che non smetterò mai di ringraziare per aver creduto in me.
  

Voterò Oscar Giannino....forse

Basta con i rossi, con gli azzurri, con i neri, io scelgo il multicolor shocking di Oscar Giannino. 
 
L'Italia aveva proprio bisogno di uno così, dopo anni in cui ci ride dietro mezzo mondo. 
Invece se vince Oscar cambierà tutto, almeno a livello cromatico. 
Immagino già l'incontro con Obama... quel Presidente così normale, in quei suoi vestiti così seriosi, la barba perfettamente tagliata.....a confronto con il Nostro....che successo sarebbe, ci invidierebbe tutto il Pianeta e forse anche qualche alieno...non tutti gli alieni però.

Fin da bambino ho sempre adorato i Clown e finalmente oggi posso sceglierne uno per rappresentarmi nel mondo : 
Oscar Premier ! Che spettacolo. 

Già vedo schiere di operai in fila alle elezioni pronti a mettere un segno su Oscar e poi colorare la sceda elettorale di viola a pallini verdi !
Spero solo che dopo la schiacciante vittoria elettorale, Oscar mantenga la promessa di fornire a quegli stessi operai delle tute da lavoro da lui stesso scelte (a rombi blu elettrico su sfondo arancio metalmeccanico, con finiture in verde ecologista).  
 

E poi Oscar è uno dei pochi uomini politici a non essere stato indagato... perchè mentre gli altri mangiavano alle nostre spalle e violavano la legge, Lui era troppo impegnato a scegliere cravatte e a cercare colori assolutamente impossibili da indossare.   

E non venitemi a dire che il suo stile l'ha copiato dal "cappelaio matto" di "Alice nel Paese delle Meraviglie", versione di Tim Burton.....come si vede bene dalla foto qui sotto Johnny Depp non porta la barba !....e che barba! 
 

E poi lo slogan "Fermare il Declino" ! Slpendido! Mi chiedo perché non ci abbia pensato nessuno prima di Lui! 
Ma quale dispersione di voti.... Ma quale bipolarismo all'americana (al limite bipolarismo alla Oscar). 
Niente più declino con Oscar, solo salite..... e tante risate ! 
  
Per cui voterò Oscar Giannino, ma ad un patto, che il giorno prima delle elezioni si tolga il cilindro (vedi foto sotto) e finalmente ne tiri fuori il coniglio !