Ogni tanto mi capita di pensare che una vita “piccolo-borghese”, una vita “normale”, fatta di televisione, quiz a premi e soap opera, centri commerciali e cine-panettoni, vacanze al mare ad agosto con lettino e ombrellone in spiaggia etc.etc. non sia poi tanto male… insomma mi capita di pensare che il mio snobismo non sia poi tanto giustificato.
E stato così che, seguendo questa vocina infingarda, ho deciso di andare con la mia compagna, sotto le feste tra Natale e Capodanno, in un grande centro commerciale (Porte di Roma) per un mix infernale : shopping + pranzo + cinema !
Al di là dello shopping, che infernale secondo me lo è in ogni momento dell’anno e in qualunque posto del mondo (pensiero personalissimo), anche se le cose certamente peggiorano in un grande centro commerciale, e al di là del pranzo, a cui abbiamo saggiamente rinunciato causa iper affollamento, mi “piaceva” ricordare l’esperienza al cinema.
“UCI cinemas” così si chiama la catena cui appartiene la mega-multisala presente al centro commerciale Porte di Roma: 12 sale (obiettivamente belle) che vanno dai 130 fino ai 420 posti circa; facendosi due conti nel momento di massimo afflusso e vicini al cambio spettacolo nell’edificio che ospita il cinema e nei dintorni ci sono circa la bellezza di 3.500 - 4.500 persone !! Pazzesco !
Tra un cine-panettone e un altro siamo riusciti imbucarci (solamente grazie a preventive compere on-line) a vedere il nuovo film di George Clooney : “Le idi di marzo” .
Un gran film a mio modo di vedere, certamente da consigliare, film in cui il buon George per l’ennesima volta (mi era piaciuto moltissimo anche il suo “Good night and good luck”) ha dimostrato di essere un ottimo regista/attore oltre che un bel “bamboccione” holliwodiano.
Purtroppo forse non è un film che può essere proiettato ovunque … non ci sono morti ammazzati, non ci sono sparatorie o inseguimenti, niente mostri tremendi, niente catastrofi, niente alieni …. tante parole, tanti pensieri … niente di trascendentale, capiamoci, ma posso immaginare la delusione di uno spettatore arrivato al centro commerciale deciso ad assistere a uno dei tanti “Vacanze di Natale” e dirottato per mancanza di biglietti su George…. povero spettatore.
Abbiamo raggiunto le nostre poltrone in perfetto orario (non è da tutti, soprattutto in questo Paese) e abbiamo subìto una violenza che non saprei come e dove denunciare se non su questo blog.
L’Uci cinemas pensa bene di sottoporre uno spettatore pagante (biglietto intero), prima della proiezione del film, alla bellezza di mezz’ora di pubblicità che va dai film in prossima uscita sui loro schermi fino al gommista di zona (con una grande prevalenza per i terribili spot commerciali di negozi e pizzerie di zona).
Con tutta quella pubblicità che mi hanno costretto a vedere il biglietto doveva costare almeno la metà; pensate a quanti soldi entrano nelle casse di questi cinema solo di pubblicità … in pratica Uci Cinemas ha venduto il mio tempo, ovviamente senza il mio consenso ! Che rabbia ! E credo che lo stesso trattamento sia comune anche in altre mega - multisale tipo il Warner Village a quanto mi dicono.
Finalmente inizia il film !
Purtroppo ero seduto accanto a due individui, molto meno educati di due cinghiali. Forse due delusi dalla scelta forzata del film, chissà. I due subumani avevano comprato un paio di kili di popcorn e giustamente hanno atteso l’inizio del film per iniziare i loro “sgrufolamenti” … guai perdersi qualche parola di pubblicità. Subito dopo il loro fiero pasto i due sono caduti in un post-prandiale micidiale con tanto di ruggiti e bavetta.
Che scena raccapricciante : due cinghiali abbattuti dai popcorn.
Poco prima della fine, riavutisi, i due hanno pensato bene che il loro parere potesse interessare i presenti, così ad un volume che non doveva farsi sopraffare da quello del film hanno elargito massime di saggezza e di esperienza cinematografica …. Ancora li ringrazio.
Sul primo titolo di coda, già in piedi i due signori (che a vederli da lontano si sarebbe potuto definire “distinti”) hanno espresso il loro giudizio finale* : “Tutto qua ?.... Che cazzata !” .
*Ho sempre pensato che le persone che, immediatamente finito il film, davanti ai titoli di coda, o in fila per uscire dal cinema, dispensano giudizi ad alta voce sullo spettacolo appena visto siano incivili, a prescindere dal tipo di giudizio o commento espresso.
Chissà come succede che le luci di sala accese a fine proiezione trasformino i più ignoranti spettatori in consumati critici cinematografici. Forse mi sbaglio, ma secondo me questo in Svezia non succede.
Subito dopo un film, soprattutto se il film merita, c’è bisogno di silenzio , silenzio per riflettere, magari per capire … o più semplicemente per assaporare il gusto dello spettacolo appena concluso. Vi è capitato mai di essere emozionati, magari con le lacrime agli occhi, alla fine di una pellicola, quando si accendono le luci di sala e di sentire alle vostre spalle qualcuno che dice : “Che cazzata di film” ?












